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Sant'Elia Fiumerapido
Sant'Elia FiumerapidoLa cinta muraria medioevale di Sant'Elia si snodava per circa mille metri attorno all'antico centro, formando quasi una figura trapezoidale. Secondo una meticolosa ricostruzione di Benedetto Di Mambro e Gino Alonzi le mura di cinta, di circa un metro di spessore, erano fortificate da possenti pietre calcaree, squadrate e levigate, ben difese da quindici torrioni quadrangolari muniti di almeno due feritoie. Due delle torri sono state successivamente utilizzate come campanili delle chiese di San Biagio (attuale Municipio) e di San Pietro; le altre distanziavano tra loro circa 100 metri, eccetto quelle a guardia delle porte di accesso al paese; sei erano rivolte verso la parte della città che affaccia sul fiume Rapido.
Sant'Elia FiumerapidoAcquedotto romano
Nella località Valleluce di S. Elia Fiumerapido si trovano i resti dell?acquedotto romano che dalla sorgente detta "Bagnaturo" forniva l?acqua all?antica Casinum. Una conduttura lunga ben 22 km si snodava lungo i colli e le vallate con ponti e gallerie di cui vi sono abbandonati testimonianze e raggiungeva la costa dell?antica città romana dove erano collocati capaci serbatoi tuttora esistenti al di sotto di alcune ville.
 
Santuario di Casalucense
Sant'Elia FiumerapidoFu edificata in modeste proporzioni verso la metà del secolo IX dopo Cristo dai monaci benedettini del monastero di Sant?Angelo delle indulgenze per il fatto che i monaci vi annunziavano al popolo le indulgenze che si potevano lucrare. Nel Santuario è custodita la statua policroma della Vergine Maria con il Bambino Gesù, probabilmente tardo ?trecentesca, proveniente dal monastero di Valleluce. Nel 1865 l?Abate Carlo Maria De Vera, vista la crescente devozione popolare, autorizzò la costruzione dell?attuale tempio a tre navate con annesso convento. Fu affrescato dal noto pittore santeliano Enrico Risi, mentre gli affreschi oggi visibili sono del pittore Giovanni Bizzoni.
Area Wilderness (spazio selvaggio)
Monti Bianchi si estende sul versante meridionale e più selvaggio della catena montuosa che a nord di Cassino unisce i monti del Parco Nazionale d?Abruzzo all?imponente complesso del Monte Cairo, nell?alto bacino del Fiume Rapido, poi affluenti del Liri-Garigliano. Caratterizza la zona un affioramento geologico di dolomia bianca, cosa che condiziona il suo aspetto paesaggistico e floreale con la presenza di numerose specie rare. La vegetazione forestale comprende fasce che vanno da nuclei di macchia mediterranea a distese di boschi montani a carpino nero e roverella, fino alla faggeta. Estremamente interessante è la presenza di diversi nuclei di Staphilea pinnata, pianta molto rara, il cui pregio è accentuato dall?esistenza di esemplari di grandi dimensioni. Interessante è l?enorme fenomeno erosivo di antichissima origine dello strato geologico di dolomia, che ha dato corpo ad un ampia e lunga "fiumara", forse unica nel centro Italia. Tra le specie della fauna finora accertata meritano segnalazione lo scoiattolo nero meridionale, la martora e l'astore.

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